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| 31 ott 2018 | 16:58

L'amstaff che aveva ucciso un chihuahua e ferito un altro cane a Mattarello si trova in canile, Arcadia: ''Non è cattivo, ma non si adatta al contesto urbano''

L'amstaff ha iniziato un percorso di abituazione alla museruola e di comunicazione sociale in classe per poter essere reintegrato in un contesto sociale in modo sicuro. L'associazione Arcadia fa anche il punto sul cane che ha aggredito al volto l'operatore di Trentino solidale: "Non è pronto per il reinserimento nel contesto famigliare"

L'amstaff che aveva ucciso un chihuahua e ferito un altro cane a Mattarello si trova in canile
di Redazione

ROVERETO. L'amstaff (american staffordshire terrier) di Mattarello, il cane che a settembre scorso aveva ucciso un chihuahua e aggredito un altro esemplare (Qui articolo), si trova ora all'Associazione Arcadia Onlus

 

Tutto era successo nel giro di pochi minuti lungo via Nazionale all'altezza della rotatoria dell'hotel Adige a Mattarello. L'amstaff prima era scappato dal giardino della propria abitazione e quindi aveva sfilato da sotto il cancello un chihuahua e il cagnolino di piccola taglia è stato ucciso.

 

A quel punto il cane si è fermato tranquillo lungo il marciapiede, mentre alcune persone che avevano assistito alla brutale aggressione hanno allertato i soccorsi.  Era stato immediato l'intervento dei vigili del fuoco di Mattarello e gli accalappiacani, oltre che una volante della polizia locale e una pattuglia dei carabinieri.

 

Proprio in quel momento però l'amstaff aveva avvistato un cane di media stazza, simile a un Husky, in passeggiata con il proprietario. Una manciata di secondi e l'aggressore si era lanciato verso il cane. Si era scagliato sul collo dell'animale sotto gli occhi disperati del proprietario, quindi i pompieri erano riusciti dividere i cani e riportare la sicurezza.

 

Ora il cane si trova al canile di Rovereto. "Anche Baiano - spiega Pierluigi Ruffo, presidente dell'Arcadia onlus - non è un cane cattivo o pericoloso, semplicemente è un cane cresciuto con amore e, probabilmente, negligenza civica. Ha dunque sviluppato comportamenti non adattativi al contesto urbano, che lo hanno portato alle azioni che hanno causato la morte del cagnolino aggredito".

 

L'amstaff ha iniziato un percorso di abituazione alla museruola e di comunicazione sociale in classe per poter essere reintegrato in un contesto sociale in modo rispettoso e sicuro. "Il proprietario – spiega ancora il presidente - dimostra impegno e diligenza nel seguire tutte le indicazioni fornitegli e il cane sta dimostrando ottime capacità adattative e rielaborative, tanto che venerdì scorso è stato messo in classe di comunicazione con altri cani".

 

"Spero che la Provincia - prosegue Arcadia - voglia emanare una legge che preveda l'educazione all'utilizzo della museruola e che voglia redigere un albo degli educatori abilitati. Questo per non vedere cani 'distrutti' dal cattivo operato di chi si dichiara professionista e poi non rilascia alcun documento attestante il percorso di apprendimento effettuato dal cane, né eventuale dichiarazione riguardante la gestione in sicurezza, le prescrizioni consigliate e le eventuali difficoltà legate al contesto o alla famiglia".

 

Ad agosto un cane aveva invece aggredito al volto un operatore di Trentino solidale a Chizzola di Ala (Qui articolo). Un cane che manifesta un altissimo disagio sociale e ambientale, oltre all'assenza di buone strutture comportamentali che generano 'fissità cognitiva', cioè non riesce a generalizzare gli apprendimento e non sa interpretare le nuove situazioni (Qui articolo). 

 

"Colgo l'occasione - conclude Raffo - per rendere pubblica la mia posizione su quel cane, per il quale è stato richiesto un percorso educativo. Rimango pieno di perplessità: i contenuti dell'ordinanza Fadda in materia di sicurezza pubblica mi spingono a valutare l'inadeguatezza del contesto di reinserimento familiare".

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